IL MIO PORTAFOGLIO AZIONARIO

E dopo il mio portafoglio ETF e quello dei Reits, anche se qui sarebbe da aggiornare, non era mica ora di andare a parlare del mio portafoglio azionario? Sono stato veramente poco attivo sul blog, anzi direi assente. Per chi non lo sapesse mi sono mosso dall’Irlanda, per rientrare in Italia e per cui sono stato oberato di cose da fare. Ad esempio sto scrivendo questo articolo con enorme ritardo ed inoltre, ho dovuto registrare tutti i video di febbraio, nel solo giorno del 31 gennaio. Un grazie particolare deve andare ad Andrea per il suo aiuto. Anche perché non ho avuto un computer da cui scrivere o montare e non ho avuto neanche internet per tantissimo tempo! Detto questo, ho realizzato un video su questo argomento, che e’ uscito appunto a febbraio, ma volevo anche farne un articolo, successivamente alla pubblicazione del mio aggiornamento trimestrale, il resoconto dei miei investimenti.

Per cui senza pensarci troppo o senza altre perdite di tempo, andiamo a vedere come si e’ andato ad assestare il mio portafoglio azionario. Ho diviso in tre sezioni in base al peso delle azioni nel mio portafoglio e del loro rendimento. Poi andiamo anche a fare un resoconto del rendimento totale.

LA PARTE ALTA DEL PORTAFOGLIO

Non voglio mai dare troppo peso ad una azione singola. Sono fatto cosi. Ma esiste un gruppo di azioni alle quali voglio dare più peso, perché credo che siano la parte “core”, principale dei miei asset azionari. Per cui partiamo dalla prima immagine qui sotto.

Come si può vedere il primo terzo del portafoglio, le sette aziende qui sopra, occupano il 45% dei miei investimenti totali. E non si tratta secondo me di un portafoglio completamente conservativo, in quanto un 12% del totale e’ occupato da Fiverr e da Logitech, due aziende che reputo prepotentemente growth. Poi da non dimenticare il 7% dell’ETF sul mercato cinese. Altre aziende molto interessanti qui, sono conservative, o meglio quelle che sono a bilanciare la parte alta del portafoglio. Pepsico, che ho preferito a coca cola, per la sua diversificazione dei prodotti. Starbucks, per andare ad intercettare il segmento della hospitality di nicchia, e che punta tantissimo al suo brand. Prodotti gustosi sicuramente, ma e’ sicuramente il brand, l’esperienza, che la fa da padrona. Una banca canadese, unico titolo bancario che ho, la Bank of Nova Scotia, secondo me azienda veramente molto interessante e con un dividendo succosissimo. Infine Target Corporation, azienda del settore della distribuzione, ottavo distributore al dettaglio degli stati uniti.

La parte alta del portafoglio mi sta dando notevoli soddisfazioni. A parte Pepsico che e’ un pochino più indietro, ma che e’ comunque in positivo, tutte le altre aziende hanno dei rendimenti a due cifre. Fiverr e Logitech sono il motore dei rendimenti con quasi un 56% per una ed un 42% per l’altra. Anche Bank of Nova Scotia supera il 37% ed i dividendi vanno sicuramente a pompare questo rendimento. Questa parte del portafoglio potrebbe da sola dirsi essere un ottimo concentrato dei miei obiettivi e della mia strategia, con un misto di value, growth e dividendi.

LA PARTE CENTRALE DEL PORTAFOGLIO

La parte centrale del portafoglio la considero molto bilanciata. Sia perché praticamente tutto ha un peso del 5%, ma anche perche’, oltre ad essere presenti dei settori già parte dei titoli maggiormente rappresentati che ho illustrato prima, vado ad intercettare delle aziende molto particolari, che sono trasversali ai settori classici. Mi riverisco ai 3 stocks exchange. Queste aziende, il mercato azionario NYSE, il NASDAQ ed il London Stocks Exchange, sono delle aziende che vivono delle transazioni dei mercati finanziari, della intelligence su essi, sui servizi correlati ed altro ancora, che non ha dipendenza da se siamo in un mercato bullish o bearish. Aggiungo a questo il gigante Microsoft, una delle mie aziende preferite, Johnson and Johnson che prende una parte di farmaceutico, ma anche alla cura della persona. Con questo intendo non essere esposto alla ciclicità del settore farmaceutico. Un altro enorme player della grande distribuzione. In realtà’ il più grande. Walmart, che mi espone in un altra piccola parte al mercato. Per chiudere Caterpillar, una azienda nella quale credo tantissimo, uno dei giganti industriali dello S&P500, un marchio conosciutissimo. Per concludere un BDC, Main Street Capital con cui mi vado ad esporre in pratica a delle piccole Berkshire Hateway, ma con dividendi mensili. Una realtà’ non enorme, ma che ha secondo me, delle forti prospettive future.

La parte centrale del mio portafoglio ha rendimenti minori, a parte la performance di Caterpillar e di Main Street Capital. Tutte le altre aziende hanno dei rendimenti ottimi, per essere state aggiunte meno di un anno fa, ma niente di fantasmagorico. Walmart risulta praticamente alla pari, mentre unica nota stonata e’ il London Stocks Exchange, che mi e’ entrata in un territorio particolarmente negativo. In realtà mi aspettavo performance negative nel breve, in quanto avevo fatto l’acquisto con il titolo fortemente sopravvalutato, ma facendo per tutti i miei acquisti un PAC, non mi sono mai preoccupato piu’ di tanto. Sicuramente una nota dolente, ma niente di irreparabile

LA PARTE FINALE DEL MIO PORTAFOGLIO

Parte di coda ci sono solo quattro titoli. Alphabet la conoscono tutti. In realtà per Google avrei voluto sicuramente un peso maggiore, e sicuramente in futuro lo potrebbe avere, ma volevo sfruttare lo hype di Fiverr in questo primo anno o due e poi scambiare le due posizioni. Considero Alphabet la migliore azienda tech del mercato. Poi una piccola parte dei semiconduttori con AMD che ho preferito ad Intel per motivi molto specifici, legati ai ritardi della loro produzione chip. Un altra esposizione sui mercati emergenti, ma questa volta con City of London Investiment, che investe sui mercati emergenti tramite dei CEF (Closed End Funds). Da non dimenticare la esposizione nei trasporti, con Union Pacific, dove mi sono esposto al settore del trasporto ferroviario ed intermodale di tipo commerciale.

Se parliamo di rendimenti, questa parte finale del portafoglio, mette dei tamponi alle performance negative di alcune aziende della parte centrale. Anche qui AMD non fa chissa’ quali numeri, ma le altre aziende danno tutte rendimenti a due cifre, con Alphabet che corre come un treno, meglio di Union Pacific (la battuta era d’obbligo). Di questi “titoli di coda” a parte Google, sicuramente CLIG e’ quella in cui credo tantissimo, fortemente growth. Mentre da Union Pacific, mi aspetto un rendimento meno evidente su base annuale, ma piu’ costante e meno volatile. Ovviamente tutte queste considerazioni sono valide, se i fondamentali siano sempre mantenuti.

CONSIDERAZIONI FINALI

Come si e’ comportato fino ad ora il portafoglio? Sembra bene. In senso generale, tutto e’ andato alla grande, ma ovviamente i risultati sono da considerare fra anni e non dopo mesi. Un raffronto lo possiamo vedere nella ultima immagine qui sotto.

Un bel 18% totale sul rendimento dalla creazione di questo portafoglio, fatta a fine giugno, e’ molto di più di quello che avrei mai sperato. Ma non sarà sempre cosi’. Alti e bassi verranno, ma sicuramente la strategia e’ al cosa da tenere in considerazione. La strategia e’ la cosa più importante ed ognuna dovrebbe essere consapevole di come investe. Spero vivamente che questo mio articolo sia stato esplicativo sulla mia strategia e su come ho pianificato i miei investimenti, per il mio portafoglio azionario.

Author: Pasquale

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