ATTENZIONE ALL’INFLAZIONE

Se ne sente parlare un sacco in questi giorni. Inflazione da tutte le parti, in tutti i modi e non si capisce mai dove si debba andare a parare. Recentemente, grazie alla collaborazione con il broker XTB, sono riuscito a leggere un loro report sulla inflazione, che rispecchia un po’ le ansie di tutti noi investitori e soprattutto prende in considerazione un ampio spettro di variabili ed argomentazioni. Riporto qui un sunto di questo report, (copia ed incolla per intenderci) per il quale vi lascerò’ poi il link nell’articolo, nel caso voleste scaricarlo e leggervelo per conto vostro e soprattutto per intero. Ovviamente se decideste di investire basandovi solo su un report, sbagliereste. Bisogna approfondire e guardare più punti di vista. Inoltre, ognuno deve poi fare le proprie valutazioni personali e se non se ne fosse capaci, rivolgersi ad un consulente finanziario indipendente.

I CFD sono strumenti complessi e presentano un rischio significativo di perdere denaro rapidamente a causa della leva finanziaria. 78% di conti di investitori al dettaglio perdono denaro a causa delle negoziazioni in CFD con questo fornitore. Valuti se comprende il funzionamento dei CFD e se può permettersi di correre questo alto rischio di perdere il Suo denaro

UNA BREVE INTRODUZIONE

Marzo 2020 è stato il più breve “bear market” nella storia di Wall Street a causa dell’intervento senza precedenti della Federal Reserve. La politica del QE, ha inondato i mercati di denaro e ha incoraggiato l’assunzione di rischi. Allo stesso tempo, il ritmo record della creazione di denaro solleva preoccupazioni per l’inflazione. L’inflazione ICP statunitense di marzo è stata la più alta da agosto 2018 ed è solo un inizio. In questo articolo, preso dal report di XTB, si analizza perché l’inflazione è così importante per i mercati, con un focus speciale su indici e oro.

L’IMPORTANZA DELL’INFLAZIONE

Per capire l’importanza di questo report bisogna tornare alla primavera del 2020, quando l’economia globale è stata colpita dai lockdowns legati al COVID19. A quel punto l’impatto potenziale sembrava catastrofico e la reazione del mercato fu dolorosamente brusca. Gli indici globali sono affondati insieme alle materie prime industriali, mentre il dollaro statunitense ha guadagnato. Tuttavia, si è rivelato essere il più breve “bear market” nella storia di Wall Street.

La Fed è la ragione principale per cui il peggio non si è verificato per i mercati globali, in quanto, ha ampliato il suo bilancio con quantità record, immettendo quantità enormi di denaro e permettendo al US Treasury di gestire un grande deficit di bilancio. Come risultato, i mercati sono rimbalzati rapidamente e hanno lasciato i massimi pre-pandemia alle spalle, ma nonostante i mercati record e le prospettive di ripresa economica, la Fed continua a espandere il bilancio a un ritmo mai visto prima della pandemia COVID19 . Questo continua a sostenere il rally globale con gli indici USA in testa. Con tale premessa, qualsiasi cambiamento importante nella politica della Fed potrebbe segnare la fine di questo rally.

COSA E’ L’INFLAZIONE E BISOGNA AVERNE PAURA?

L’inflazione rappresenta i cambiamenti dei prezzi in un periodo di tempo. Le variazioni dei prezzi da un mese all’altro possono essere volatili, quindi i banchieri centrali – e quindi gli investitori – guardano all’inflazione annuale che misura le variazioni dei prezzi rispetto a un anno fa. Tuttavia, ci sono molti prezzi: prezzi al consumo, prezzi alla produzione, prezzi di importazione ed esportazione e così via. Le banche centrali sono interessate ai prezzi al consumo, ma anche qui ci sono molte misure. Bisogna perciò prendere in considerazione tanti aspetti, e per cui ci si concentra sempre sugli indici principali.

L’indice dei prezzi al consumo (noto come ICP) è il più popolare. È definito come una misura del cambiamento medio nel tempo dei prezzi pagati dai consumatori nelle aree urbane per un gruppo rappresentativo di beni e servizi di consumo (alloggio, cibo, energia, istruzione e così via). Tuttavia la Fed si concentra sull’indice delle spese per i consumi personali (noto come PCE). Ci sono 3 differenze chiave:

  1. I valori dell’IPC provengono dai consumatori e il PCE dalle indagini sulle imprese
  2. La misura PCE è più ampia
  3. L’IPC ha una quota maggiore di alloggi e per questo motivo è stato storicamente più alto in media

Inoltre, sia il IPC che il PCE hanno varianti “Core” che eliminano i prezzi volatili di cibo ed energia. Mentre la Fed mira al PCE, spesso considerano il PCE core come più affidabile.

Dato che la Fed e altre banche centrali stanno espandendo i loro bilanci a ritmo record e le misure degli aggregati monetari stanno esplodendo, molti opinionisti vedono un legame naturale con l’inflazione. Il ragionamento deriva dalla teoria monetaria che afferma che nel breve periodo più denaro può solo portare a prezzi più alti. Ma non è così semplice. Il denaro stampato non può essere direttamente speso se non è a disposizione dei consumatori o dei funzionari governativi. Un grande esempio è l’ultima ripresa quando il ICP core medio mensile è stato effettivamente inferiore a quello di una precedente ripresa (0,13% nel 2010-11 vs 0,14% nel 2003-04) nonostante l’introduzione del QE. Sì, l’inflazione principale aumenterà perché era bassa un anno fa, con la differenza maggiore nei prezzi del carburante, ma la Fed sostiene che questo aumento sarà temporaneo.

LA CLAUSOLA SUGLI SFRATTI ED INDICI AZIONARI

Gli affitti rappresentano quasi il 33% del IPC e il 23% del PCE e ancora di più nelle varianti “Core”. È chiaro che questa categoria è cruciale per il percorso dell’inflazione. I prezzi degli immobili stanno aumentando, ma gli affitti li seguiranno? Una cosa da tenere d’occhio è la clausola di scadenza sugli sfratti che impedisce agli affittuari che sono indietro con gli affitti di essere sfrattati – è stata estesa fino alla fine di giugno. In teoria, una volta che i padroni di casa possono sfrattare gli affittuari, potrebbero anche essere disposti ad aumentare gli affitti, portando ad una maggiore
inflazione.

Gli investitori spesso assumono che un’economia più forte è sempre un bene per le azioni perché questo è ciò che leggono nei libri. Ma se un’economia forte arriva con un’inflazione troppo alta, il risultato può essere molto pericoloso. Quando si confrontano i tassi di inflazione storici e le misure di valutazione come il prezzo-utile, c’è una chiara relazione. In tempi di maggiore inflazione le azioni erano più economiche che in tempi di bassa inflazione. Questo accade per due motivi:

  1. L’inflazione rende i guadagni futuri meno interessanti oggi
  2. Un’inflazione più alta di solito porta a tassi d’interesse più alti e gli investitori potrebbero
    preferire obbligazioni o depositi bancari

Poiché gli indici hanno reso così bene grazie alla politica del FOMC, qualsiasi cambiamento in questo senso potrebbe avere serie ramificazioni. Molte misure tradizionali di valutazione del mercato come il rapporto tra prezzo e guadagni, prezzo e ricavi o prezzo e PIL sono ora più alte che mai. Questo è in parte causato dalla mancanza di alternative con tassi d’interesse allo zero per cento e bassi rendimenti obbligazionari. Se l’ambiente monetario dovesse cambiare, gli
argomenti per le valutazioni record non sarebbero più validi.

USARE L’ORO CONTRO L’INFLAZIONE?

C’è un comune consenso sul fatto che una maggiore inflazione sia problematica per le azioni, ma c’è anche la percezione che l’oro sia una buona copertura. È vero? I dati rimangono misti. È vero che i prezzi dell’oro sono aumentati fortemente alla fine degli anni ’70 e all’inizio degli anni ’80 quando l’inflazione era molto alta. Tuttavia, la correlazione tra i prezzi annuali dell’oro e l’inflazione annuale degli Stati Uniti è stata mista da allora. Guardando le variazioni a 3 mesi non vi e’ alcuna correlazione significativa. Inoltre, si nota una correlazione negativa molto forte tra le variazioni di prezzo a 3 mesi e le variazioni di rendimento dei titoli del Tesoro Americano a 10 anni a 3 mesi. Questo spiega perché i prezzi dell’oro sono effettivamente diminuiti nel primo trimestre del 2021, quando i rischi di
inflazione hanno iniziato ad emergere.

DATE IMPORTANTI PER SEGUIRLA?

Ormai dovrebbe essere abbastanza chiaro che l’inflazione dovrebbe essere seguita da vicino nelle settimane e nei mesi a venire. XTB ha preparato un programma di date chiave fino alla fine di luglio che coprono le uscite dei dati e le riunioni del FOMC. Il rilascio dell’IPC è sempre il primo, quindi gli investitori lo guardano con attenzione. Il PCE di solito viene rilasciato circa 2 settimane dopo, ma dato che è la misura chiave per la Fed, anch’essa dovrebbe essere osservata. Infine, le riunioni del FOMC forniranno grandi opportunità per la banca centrale di rispondere all’aumento dei prezzi. Tieni presente che altri dati e notizie arriveranno sul fronte dell’inflazione, quindi assicurati di seguire la sezione “News” nelle piattaforme XTB.

In ogni caso, per scaricare il report completo, clicca qui e lo puoi scaricare in tutto e per tutto, incluso i grafici. Report completamente gratuito. Ci faccio un video più avanti, magari fammi sapere che ne pensi e cosa ti aspetti dall’inflazione.

Author: Pasquale

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.