UN PORTAFOGLIO GREEN

La natura, l’ambiente, la salvaguardia della flora e della fauna del nostro pianeta sono sempre sulla bocca di tutti. Ma, e’ triste dirlo, gli investitori non farebbero molti soldini se andassero solo a puntare su questi settori. Certamente pero’ si potrebbe fare qualcosa. In un modo o nell’altro, si potrebbe ad esempio allocare una parte del nostro portafoglio, a titoli green. Per la live fatta con Gianluca Ranieri Bandini e Domenico Doronzo, di Vivere di Dividendi, avevo presentato questo portafoglio, che vado ad illustrare in questo articolo. Per la live il progetto era proprio cercare di vedere se si poteva realizzare un portafoglio perenne, di soli titoli green. Se devo essere sincero, nel momento storico attuale, un portafoglio fatto solo ed esclusivamente di titoli green, non credo dia grandi soddisfazioni. Nel lungo termine invece potrebbe, soprattutto se le politiche dei governanti, si orientassero verso una maggiore attenzione al problemi del pianeta e del suo inquinamento. Ma per ora, secondo il mio parere, questi titoli dovrebbero solo essere una parte di un portafoglio più ampio. Per cui andiamo un pochino a fondo ad analizzare queste posizioni e capiamone il perché. Ovvio dire, e non mi stancherò mai di ripeterlo, che non si tratta di consigli finanziari, anche perché come dicevo prima, io non ho in reale questo portafoglio, ma e’ solo in demo, e non lo avrei mai solo, come unico portafoglio, in reale!

COSA HO SCELTO E PERCHÉ

Parto dalla premessa, molto sincera, che non investendo in questi settori, ne ho una scarsa conoscenza, direi quasi inesistente e per cui ho basato le mie scelte su quello che avevo trovato informandomi online. Questo aspetto già la dice tutta sul portafoglio. Ma a parte questo aspetto, il portafoglio lo ho anche creato per darmi delle linee guida su cosa avrei voluto, come aziende o settori, se avessi deciso di crearmene uno. Il comparto delle energie pulite e’ secondo me un punto molto importante. Questo perché, nel bene o nel male, l’economia basata sui prodotti petroliferi o sui combustibili fossili, comincerà a costare sempre di più nel tempo, per il lento esaurirsi delle materie prime. Si dice da decenni che il petrolio sta per finire, ma finirà. Magari non cosi presto come si pensava, ma alla fine si andrà ad esaurire.

Secondo aspetto che ho voluto prendere in considerazione, e’ la mobilita’. In un modo o nell’altro, tutti dobbiamo muoverci e per le lunghe distanze le auto, i bus oppure i mezzi pesanti, nel caso si affronti anche il mondo delle spedizioni, sono fondamentali. Per cui oltre al comparto energetico, ho immaginato che elementi che fossero legati alla mobilita’, sarebbero stati importanti. Poi questo discorso si lega anche al comparto energetico, perché i mezzi di trasporto, devono essere fondamentalmente alimentati con una qualsiasi forma di energia. E se i derivati del petrolio cominceranno a scarseggiare, anche tutta la tecnologia legata al trasporto dovrà adeguarsi. Secondo il mio parere sono cose interelacciate. Ma solo questi due elementi non bastano secondo me a pianificare un portafoglio green, che possa funzionare autonomamente.

Per cui ho pensato alle utilities. Ce ne sono tante a disposizione e qui il panorama si faceva più ampio. Puntare sull’acqua, sul riciclaggio industriale, sullo smaltimento rifiuti. E poi alcune sono comunque presenti nella clean energy, perché ad esempio, la produzione di energia elettrica per i clienti residenziali e commerciali, e’ una utility. Ma in linea di massima non era solo quello. E per cui ho pensato che avere qualcosa che guardasse più nello specifico a questo settore, sarebbe stato una ottima aggiunta. Ora che ho scelto i settori, dovevo scegliere gli strumenti.

GLI STRUMENTI SCELTI

In questo contesto di una mia scarsa conoscenza dei settori, ma anche di una alta volatilità dei comparti presi in considerazione, ho pensato che una allocazione fatta nella maggioranza delle posizioni, su strumenti a gestione passiva, come gli ETF, fosse la soluzione migliore. Nella live avevo preso in considerazione 4 posizioni in totale, ma per l’articolo ho voluto fare una modifica e ridurre a 3 posizioni ed inoltre ho allocato più spazio agli ETF. Per cui per passare alla parte pratica gli strumenti che ho inserito, sono i i seguenti:

  • iShares Electric Vehicles and Driving Technology (Ticker: ECAR)
  • iShares Global Clean Energy (Ticker: INRG)
  • American Water Works (Ticker: AWK)

Ora uno alla volta vado a spiegare i 3 prodotti. Ma prima volevo dare le mie percentuali che, basandosi sullo storico dei 5 anni precedenti, ha dato un rendimento annuo medio del 12.16%. Tra l’altro le percentuali possono essere viste sulla pie dell’aerogramma di trading 212, che trovate a questo link. Ma per chi non avesse voglia di cliccare, le percentuali sono: INRG 35%, ECAR 35% ed infine AWK 30%. Per cui il 70% totale del portafoglio e’ allocato ad ETF.

ECAR: PER L’AUTO ELETTRICA

iShares Electric Vehicles and Driving Technology UCITS ETF mira a replicare i risultati di investimento di un indice composto da società di mercati sviluppati ed emergenti che si concentrano su veicoli elettrici e tecnologie di guida. Il fondo ha 82 posizioni diverse, che sono non solo direttamente legate ai veicoli, ma come dicevo prima, anche alle tecnologie. Per cui in questo paniere, a parte le aziende che come Tesla, sono ovviamente nel paniere, ci troviamo anche Nvidia, che produce elettronica per lo sviluppo di queste tecnologie. Il fondo e’ diversificato su 11 nazioni diverse e quindi anche 11 valute diverse. Sono invece quattro i settori interessati, col 67% sui consumi discrezionali, ma anche quasi un 24% su le tecnologie IT e quasi un 9% sul settore industriale vero e proprio. (ISIN: IE00BGL86Z12)

INRG: PER L’ENERGIA PULITA


iShares Global Clean Energy UCITS mira a replicare il più fedelmente possibile l’andamento di un indice composto da 30 delle maggiori società globali operanti nel settore dell’energia pulita. A differenza del fondo precedente, ci sono meno posizioni e per cui si rischia una diversificazione minore. Quasi il 50% del portafoglio, e’ parte delle prime dieci posizioni. Questo significa che basta anche che un paio di aziende abbiano difficoltà’, per fare ottenere all’indice di riferimento, e per cui all’ETF, delle performance negative. Rientrano del gruppo delle aziende First Solar, Samsung Gamesa, Ventas, Contact Energy. Le aziende provengono da 10 aree geografiche diverse, ed allocate in dollari. I settori sono anche qui quattro, con il 53% abbondante sulle imprese di Utility, un 23% sull’IT, un 20% sull’industriale e solo il 2.9% sulla energia vera a propria. (ISIN: IE00B1XNHC34)

AWK: L’ACQUA BENE PRIMARIO

American Water è una società di servizi pubblici americana che opera negli Stati Uniti e in Canada. La maggior parte dei servizi di American Water sono filiali di servizi gestiti localmente che sono regolati dallo stato degli Stati Uniti in cui ciascuno opera. American Water possiede anche filiali che gestiscono i sistemi di acqua potabile e di acque reflue comunali sotto contratto e altri che forniscono alle imprese e alle comunità residenziali prodotti e servizi di gestione dell’acqua. Nel 2003, American Water ha fondato l’American Water Military Services Group, che funge da servizio idrico contratto per diverse basi militari negli Stati Uniti. American Water Works Company fornisce servizi come la protezione della linea idrica, la protezione della linea fognaria, un programma di emergenza idraulico interno, protezione della linea elettrica, protezione del sistema di riscaldamento, protezione del sistema di raffreddamento, protezione dalle sovratensioni e protezione del riscaldatore d’acqua. Con sede a Camden, New Jersey, American Water ha circa 7.100 dipendenti e fornisce servizi a circa 14 milioni di persone in 46 stati degli Stati Uniti. A 2017 le azioni American Water sono detenute principalmente da investitori istituzionali (Vanguard Group, BlackRock, State Street Corporation, T Rowe Price, Oak Hill Capital e altri).

Essendo l’acqua un bene primario, che a parere mio acquistera’ sempre piu’ valore con il suo scarseggiare, questo porterà molte aziende che stanno in questo contesto, ad essere sempre più importanti. Da poco e’ stato anche creato un future sull’acqua, e sono quasi convinto che le prossime guerre che potrebbero verificarsi, si andranno a combattere per questo prezioso liquido.

CONCLUSIONI

Come detto all’inizio, un investitore medio, molto probabilmente potrebbe non voler investire in un portafoglio totalmente green, ma sicuramente una porzione del portafoglio potrebbe essere positivamente fruttuosa, nel contesto totale. Io ad esempio ho l’ETF sulla green energy. Avevo anche quello sulle ECAR, ma ho pensato che, per la mia strategia, non volevo avere piu’ di un prodotto green. Ma e’ ovvio, si tratta di strategie, ed ognuno ha la propria.

Author: Pasquale

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