NASDAQ 100 vs DOW JONES INDUSTRIAL AVERAGE?

In questi giorni che sono passati, i vari giganti del tech, che avevano avuto delle performance paurose nel mese di agosto, ed anzi che avevano avuto una risalita paurosa da aprile subito dopo il picco pandemico, hanno avuto una brutta battuta di arresto. I miei due portafogli, nei primi giorni di settembre, hanno rispettivamente perso il 7% su Etoro ed il 6.5% su Trading 212. Due belle botte ed anche se non sono estremamente preoccupato, visto che son portafogli a lunghissimo termine, sono comunque arrivato a fare delle considerazioni. Che volevo condividere in questo articolo.

AVEVO GIÀ INIZIATO

Ad essere sincero, avevo già iniziato a meta’ Agosto a cominciare ad inserire nei miei portafogli, delle aziende che non fossero legate al settore tecnologico. Il motivo e’ semplice. “Never put all the eggs in one basket!”. Mai mettere tutte le uova nello stesso paniere. Ed affidarsi nel settore trainante, e che da enormi risultati, senza avere un paracadute di un certo tipo, non lo reputo molto intelligente. Potrei perdere dei profitti, ma la cosa che più mi preme, e’ di non perdere capitale. E non solo sul portafoglio copiabile di Etoro, a anche quello personale di Trading 212. Per quanto io voglia incentivare il capital gain, la parte fondamentale della mia strategia di investimento, e’ di crescere sempre di più nel tempo, in maniera costante. E non andare a rischiare di poter perdere tutto. A meta’ agosto avevo aggiunto alcune aziende come Union Pacific (UNP), Wal-Mart (WMT), Johnson and Johnson (JNJ), Target (TGT) e tante altre. Non sono stato quindi ad aspettare con le mani in mano, ma ovviamente in questi giorni, tutti e 3 gli indici SP500, Nasdaq100 e DJ30 sono andati giù, anche se con percentuali diverse. Ed e’ qui che voglio arrivare.

NON TUTTI GLI INDICI SONO UGUALI

Infatti. Non tutti gli indici sono uguali. Il peso delle aziende, all’interno di ogni indice, e’ variabile. Ed inoltre, alcuni indici sono “meno tecnologici” di altri. Il Dow Jones Industrial Average, pur avendo al suo interno Apple o Microsoft, ha una diversificazione di settori. Ed il peso massimo nell’indice, non va al di sopra del 7% (nel giorno in cui sto scrivendo l’articolo il 05/09/2020, United Health Group (UNH) ha il 7.22%). Ma in ogni caso se, ad esempio, per diversificare, acquistassi ETF che seguono S&P500 oppure il DOW JONES, mi troverei in ogni caso ad acquistare delle aziende che sono gia’ nel mio portafoglio, vedi Apple o Microsoft, in maniera ridondante. E siccome io voglio andare a mitigare l’esposizione verso il reparto tecnologico, ho preso la decisione di andare a fare stock picking su aziende del DOW Jones, ma anche sul mercato europeo ad essere sincero, che siano de-correlate dalla tecnologia. In questo ho avuto un grande aiuto da trading 212, che permette di creare aerogrammi nei quali creare portafogli a se stanti. Per il momento ne ho creati 3. Uno con le 4 o 5 big tech che mi piacciono come business. Uno sugli ETF ed infine un portafoglio con quasi 20 posizioni, che contenga tutto il resto, da ogni settore ed ogni nazione nella quale ho deciso di investire. Tra l’altro con trading 212 ora esiste una promozione, con la quale se ti iscrivi col mio link affiliato, ottieni una azione gratuita, del valore massimo di 100 euro. Basta cliccare qui.

Comunque, sto facendo questa transazione, che e’ quasi terminata. Ho in mente un altro paio di titoli da aggiungere e poi sono apposto. Altri due settori che non ho in portafoglio e poi mi sento di avere completato, non il portafoglio, ma la diversificazione settoriale che ho in mente.

MEGLIO UNO O L’ALTRO?

Ma se la verità stesse nel mezzo? Seppure il Nasdaq sia sopravvalutato, come molti sostengono, non mi sento di dire che andrebbe ridotto drasticamente. Ed intendo sia come ETF che come stock picking. Gli aspetti tecnologici sono entrati nelle nostre vite di tutti i giorni. Ed in moltissime situazioni, non ne possiamo fare a meno. Siamo quasi schiavi della tecnologia. Quello che dico e’ che per vivere, non dobbiamo solo navigare su internet. Ma mangiare, costruire case, comprare mobili. Alcuni settori possono essere meno profittevoli, ma sicuramente abbiamo bisogno di molte più categorie merceologiche per vivere, di quanto non pensiamo. Senza assicurazione auto non possiamo girare. Senza i treni o i mezzi pesanti, non possiamo trasportare le merci. Senza il carburante, non possiamo andare in vacanza in un albergo delle Maldive. Fatte le opportune valutazioni, ho deciso che ho bisogno di guardare con la mente più aperta possibile, discostandomi dalla massa che vede solo Tesla o Apple in questo momento, e crearmi un vestito cucito su misura per me. Qualcosa che funzioni per la mia personalità e che non debba essere definitivo, perché tutto e’ in continua evoluzione. Non e’ detto che aziende che esistono da 100 anni non possano fallire, ma con un buon management e’ meno probabile.

Sto ancora valutando le effettive percentuali, ma il settore tecnologico, sia con ETF che con aziende selezionate con lo stock picking, non vorrei superasse il 30% del portafoglio o comunque, al di la di questo, non deve essere la parte predominante. Ma ripeto, non e’ una cosa decisa. Questo perché voglio prima costruire le posizioni e poi una volta arrivato ad un certo obiettivo di capitale investito, comincerò a fare le opportune percentuali definitive. Con 1700 euro circa in Trading 212 e meno di 3000 euro su Etoro, sto parlando di capitali talmente irrisori, che secondo me, non ha senso fare un discorso del genere in questa fase. Nella mia strategia, a prescindere dalle percentuali, ci sono tutti e due gli indici, con dello stock picking fatto con criterio.

CONCLUSIONI

Il discorso vero qui e’ che non esiste un vera e propria conclusione. Nel senso che la strategia di investimento e’ talmente personale, che potrebbe essere quasi identificata come un capo di alta moda, da fare su misura e cucire secondo delle dimensioni ben definite e personali. Io sto pensando di dare questa forma ai miei investimenti. E molte persone potrebbero essere in netto contrasto con me. Più’ che altro mi piacerebbe sapere la opinione delle persone su questa tematica. E capire come il rischio, la volatilità e la imprevedibilità dei mercati viene vissuta ed affrontata. Da settembre si vedrà!

Author: Pasquale

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