IL PORTAFOGLIO FANTASMA

Quando parlo di un portafoglio fantasma, non mi riferisco ovviamente ad un qualcosa di immaginario, che una volta esisteva, ed ora e’ invece defunto. Assolutamente no! Con portafoglio fantasma, mi riferisco a tutti quei tentativi, quelle teorie, di un portafoglio idealmente perfetto, con bassi droowdown ad alti rendimenti. Tutta quella miriade di backtesting, che ho fatto per mesi, per capire quali aziende andare ad inserire nel mio portafoglio perpetuo, da tenere vita natural durante. E la cosa simpatica, e’ che ne ho creati talmente tanti, che qualcuno me lo sono completamente dimenticato!

Per cui con evidenza appena confermata, con portafoglio fantasma mi riferisco a tutti quei backtesting, creati nelle varie piattaforme, o siti. E che per caso l’altro giorno mi sono andato a guardare. E ne ho trovato uno molto interessante, che oggi voglio portare qui, in questo articolo. E che in questi giorni mi metterò a studiare per bene, per guardare se, dai fondamentali, e dai prezzi delle aziende che sono inserite, ci si può ancora creare qualcosa di duraturo e permanente.

E’ palese dire, che con questo articolo, non sto andando a consigliare a nessuno, di andare a creare questa allocazione, solo perché ne sto studiando le dinamiche. Anzi, ci tendo a ribadire, che io non sono un consulente finanziario e per cui niente di quello che vado a scrivere, deve essere interpretato come un consiglio finanziario, ma solo come un modo per studiare le dinamiche di questa allocazione, a scopo divulgativo.

LA GENESI

In principio era il tonto!” Se dovessi iniziare una mia bibbia dell’investimento sulla mia storia personale, credo che queste sarebbero le prime parole ad essere scritte. Solo che la differenza, sarebbe che la mia porterebbe il verbo dell’errore. I miei primi tentativi, iniziati poco più di un anno fa, di entrare nel mondo degli investimenti, furono un destino triste. Fortunatamente, dai fallimenti, ne ho tratto numerosi insegnamenti, ed ora faccio le mie scelte con criterio. In ogni caso, quando iniziai a masticare un pochino la cosa, verso ottobre del 2019, avevo cominciato a mettere su, una serie di backtesting su diversi portafogli. La maggior parte erano creati, partendo da idee di fondo, date da Youtuber, prevalentemente americani, che poi io andavo a sviluppare secondo la mia metodologia e percezione delle chance di successo. Oggi voglio illustrare uno di questi esperimenti, che erano caduti nel dimenticatoio, e magari, anche se poi non andassi a creare questo portafoglio, potrei riuscire a scoprire che alcuni business che erano presenti in questo backtesting, sono ancora ottime aziende, magari quotate a sconto e con un margin of safety alto, tale da poter giustificare un ingresso. Ma andiamo per gradi!

IL PORTAFOGLIO ORIGINALE

Per semplificare un pochino le cose, andrò’ a riportare degli screenshot dei vari back testing. Una precisazione da fare e’ relativa al fatto che uno dei titoli inseriti nel portafoglio, si e’ quotata sul mercato azionario, proprio nel 2008, anno della famosa crisi dei mutui subprime americana, e per tale motivo i dati possono essere leggermente falsati, un quanto il tracking, e’ iniziato nell’ultima fase del 2008, quando un rimbalzo era già avvenuto. Per ovviare a questa problematica, ho realizzato un secondo backtesting, che parte dal 2007, in questo caso escludendo questo titolo, per vedere se ci fossero variazioni particolari. Ovviamente questi ci sono, con un ritorno annualizzato che passa ad essere circa 7 o 8 punti percentuali in meno. Ed ovviamente con dei drawdown molto più importanti. Ma mi sembrava corretto fare tale precisazione e comparazione. Prima di tutto andiamo a vedere i titoli in questione uno ad uno e poi, iniziamo a comparare i due portfogli. Inoltre, ho creato, per ogni portafoglio, 3 assett allocations, cosi da vedere anche quale azienda o aziende, dessero i rendimenti maggiori. Inutile ricordare che, le performance passate, non sono indicazione di quelle future. Bene, iniziamo. Le aziende prese in considerazione sono:

  • UNION PACIFIC – TICKER: UNP
  • HORMEL FOODS – TICKER: HRL
  • COCA COLA – TICKER: KO
  • WASTE MANAGEMENT – TICKER: WM
  • VISA – TICKER: V

Proprio quest’ultima, VISA e’ l’azienda che si e’ quotata nel 2008 e per la quale ho dovuto creare un secondo backtesting, fatto in sua assenza. Ma andiamo per ordine. Prima di tutto scopriamo le asset allocations

ASSETT ALLOCATION

Ho determinato 3 tipologie di assetto allocation per ogni portafoglio. La motivazione di fondo era andare a vedere quale erano le azioni che andavano meglio a determinare la crescita o il drawdown del portafoglio. Dopo alcuni tentativi, ho deciso le tre che si possono vedere nelle immagini sotto. Andiamo di volta in volta a comparare le due soluzioni, quella con e quella senza Visa. Il portafoglio e’ stato creato per un investitore medio/piccolo come me. Per cui un contributo iniziale di 5000 dollari, ed un piano di accumulo con una somma piccola di 300 dollari al mese. Vediamo le tre tipologie di allocazioni.

Figura 1 – Portafoglio con il titolo Visa
Figura 2 – Portafoglio senza il titolo Visa

Immagino che non sia necessario illustrare i dati. In ogni caso, nella prima allocazione, ho scelto una diversificazione che in termini percentuali, fosse uguale per tutte le posizioni. Nel portafoglio due e nel portafoglio tre ho invece aumentato la presenza di Union Pacific e di Hormel Foods. Spero che i grafici cosi riportati possano dare una idea più immediata di come le due. Prima di passare avanti, mi sembra anche corretto andare ad illustrare i core business di queste aziende, in modo anche da capire perché possono avere performance diverse, nel corso degli anni, ed in particolare durante le fasi di crescita e di decrescita, dovuta ad esempio a crisi o recessioni.

LE AZIENDE

Per cui in maniera sintetica andiamo a descrivere dove queste aziende si posizionano e per quale motivo vennero aggiunte a questo portafoglio di backtesting.

Union Pacific e’ una delle più grandi aziende di trasporto ferroviario commerciale che esistano negli Stati Uniti d’America. Un paese cosi esteso, ha necessita’ di effettuare trasporti su lunghe distanze, di ogni tipo di commodity o merce. Il trasporto ferroviario e’ piu’ lento e per cui piu’ economico. In un paese dove l’economia di mercato ha bisogno di prezzi competitivi, UNP si piazza in un mercato di duopolio assieme alla BNSF, azienda di proprietà di Berkshire Heatway!

Hormel Food e’ una azienda alimentare, della quale tra l’altro ho anche realizzato un video sul canale Youtube, e che puoi andare a guardare cliccando qui. Azienda che ha invetato la famosa carne Spam, sinonimo al giorno d’oggi della posta indesiderata ed anche facente parte delle Dividend Aristocrats

Visa e’ una multinazionale di servizi finanziari e di pagamento. A differenza di altre carte, Visa non va a fornire le carte ed il plafond di utilizzo oppure i controlli sul credit rating. Invece fornire prodotti a marchio, ed i servizi di pagamento connessi, ad istituzioni, che poi vanno a vendere il servizio ai proprio clienti, ad esempio le banche con i loro correntisti.

The Coca Cola Company e’ una multinazionale nel campo delle bevande non alcoliche, si del tipo gassato, che non ed ha anche una linea di bevande “salutistiche”. Il prodotto principale, la Coca Cola, chiamato Coke in molti paesi di lingua Inglese, e’ la bandiera portante del business per il suo gusto specifico.

Waste Management e’ una azienda di servizi per lo smaltimento dei rifiuti che opera in Nord America, Canada e Porto Rico, ed ha una delle più grandi reti di smaltimento, raccolta e trasporto di rifiuti. Insieme al suo principale competitor, la Republic Servic Inc, maneggiano più’ della meta’ dei rifiuti prodotti in Nord America.

RENDIMENTI AD OGGI

Per paragonare i risultati di questi portafogli, abbiamo bisogno di un indice di riferimento ed io, con molta noia, ripresento sempre lo stesso. Compariamo infatti tutto con lo SPY, che segue appunto l’indice dello Standard and Poors 500. Nelle figure qui sotto, troviamo di nuovo la comparazione fra quello che include Visa e quello che la esclude.

Figura 3 – Rendimenti e Drowdown Portafoglio con il titolo Visa
Figura 3 – Rendimenti e Drowdown Portafoglio senza il titolo Visa

Ovviamente, come accennavo prima, i due backtesting non possono essere completamente paragonati, in quanto ci si va a perdere un anno da schifo, quella fra il 2007 ed il 2008, dove la crisi finanziare americana, ha innescato una reazione a catena di proporzioni globali. Ma quando poi andiamo a vedere le figure dei grafici in cui presento i drawdown, posso andare ad immaginare che non ci siano particolari variazioni. E’ stato un anno veramente difficile, e lo sarebbe stato anche se Visa fosse stata quotata dal 2007. Come si vede dalle figure sopra, in ogni caso, una allocazione dove i titoli di Hormel Foods e quello di Union Pacific, sono più corposi. L’S&P 500 e’ stato sempre e comunque battuto, ed inoltre anche i drawdown sono sempre stati più contenuti. In alcuni casi, anche la meta’. Il che e’ un ottimo punto di partenza. I rendimenti sono stati tutti alti ed al di sopra dell’indice di riferimento. Nel caso del portafoglio 3, senza Visa e per cui nel periodo lungo, abbiamo un CAGR di quasi il 33%. Niente male!

Se andiamo a guardare questi ritorni sui grafici, andiamo anche a capirne la loro evoluzione nel tempo. Ed anche in maniera piu’ immediata, capiamo come i profitti e le perdite, siano comparabili fra i vari portafogli e lo S&P 500!

Figura 4 – Grafico Rendimenti e Drowdown Portafoglio con il titolo Visa
Figura 5 – Grafico Rendimenti e Drowdown Portafoglio senza il titolo Visa

Per quello che si può capire, sia in presenza che in asseenza di Visa, i vari portafogli hanno avuto sempre un rendimento piu’ o meno variabile nell’arco dei vari anni, ma con sempre una predominanza del portafoglio 3. Molto probabilmente legato al fatto che i servizi di trasporto merci e l’alimentare, sono due settori che in qualunque periodo storico, sono necessari e di primaria importanza. Se si vanno a guardare i rendimenti totali, in comparazione all’incide S&P500, e prendendo solo in esame, per motivi di correttezza delle informazioni solo il periodo senza Visa e che per cui copre anche la crisi dei mutui subprime, si nota che, a fronte di un rendimento di SPY del 160.53%, il portafoglio 3 dell’allocazione in assenza di Visa, ha fatto il 239.2%. Un 78.67% in piu’ di SPY. Per la stessa performance SPY avrebbe avuto bisogno di 2 anni ed otto mesi in più. Fenomenale. Ma questo cosa significa?

CONCLUSIONI

Come menzionato prima l’articolo non e’ un consiglio a crearsi questo portafoglio. Anche perché sicuramente ce ne sono di migliori, con rendimenti più appetibili o magari con drowdown meno problematici. Ma ci sono sicuramente degli spunti molto interessanti, che magari mi porteranno a studiare alcune aziende più in profondita’ e che magari mi faranno capire che, uno o più di una, potrebbero andare a finire nel mio portafoglio privato. Nulla e’ da lasciare al caso, ma bisogna invece andare a studiare per bene la cosa. Con questo articolo mi pareva una buona cosa, andare a portare alcuni punti di riflessione. I grafici ed i backtesting sono stati fatto con il sito di portafoglio visualizer, che ha alcune features gratuite, che sono anche quelle che ho usato io. Per chi non lo conoscesse, potete trovarlo al link che trovate cliccando qui. Spero vivamente che questa mia condivisione sia stata di interesse e se ci sono domande commenta pure qui sotto e magari condividi l’articolo se pensi che anche altre persone, lo possano trovare interessante.

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