QUALE BROKER SCEGLIERE?

Oggi volevo dedicare l’articolo ad un discorso molto generico. Chi mi segue sa che io uso principalmente Etoro e Trading212 e nel caso, tu stessi pensando a queste piattaforme, puoi cliccare sui nomi precedenti per iscriverti per accedere con link affiliato che a te non costa niente, ma a me da la possibilità di guadagnare un token, per raggiungere la mia indipendenza finanziaria, ma detto questo, volevo concentrarmi su qualcosa di molto generale. E cioè cosa io guardo e cosa ho guardato, quando ho scelto i miei broker precedenti. Quali considerazioni ho fatto. E poi in base a queste considerazioni, per quale motivo ho optato per l’uno o l’altro. Detto questo vorrei ricordare che questi sono solo spunti di riflessione, che non devono per forza portare alle mie stesse scelte, ma che possono aiutarti a capire quali siano le tue priorità, e per cui verso chi orientarti. DISCLAIMER: Questo non e’ un consiglio finanziario ne’ un invito ad investire. E’ solo un articolo puramente didattico basato sulle mie riflessioni!

LE BASI SONO FONDAMENTALI

Un aspetto fondamentale che ripeto sempre, e so di essere antipatico quando lo dico, e’ che non e’ stato il medico a prescriverci di investire. E’ una scelta libera, che non dobbiamo fare solo perché si dovrebbe fare. Altrimenti meglio prendere i soldi, buttarli nel WC e tirare lo sciacquone. Il mondo finanziario e degli investimenti e’ un oceano pieno di squali, e se non se ne capiscono le dinamiche, perlomeno i pilastri che lo governano, si rischia solo di perdere completamente tutti i nostri agognati risparmi. Quelli che ci siamo guadagnati col sudore della nostra fronte e col tempo non dedicato ai nostri cari. Per cui prima di fare una qualunque considerazione su quale broker scegliere, bisogna studiare cosa si deve andare a fare. E caricando video sul canale Youtube, mi sono sempre di più accorto, come la gente, giovane e meno giovane, faccia le cose solo per sentito dire e non perché le abbia effettivamente capite. Chiedersi quale sia il tipo di broker, o quale sia il broker migliore, non ha senso, se non si capisce cosa sia una azione, cosa sia una azienda, come funzioni la compravendita e del perché quelle azioni siano li, acquistabili o vendibili, sui vari stock exchange. Bisogna anche capire come funziona economicamente una azienda, da dove entrano i soldi, dove vadano quando escono e per cui quando e come vengano spesi, come capire se sia un giusto investimento oppure no. Errore che feci anche io agli albori della mia esperienza da investitore, e che vorrei evitare facessero altri, per la smania di iniziare. Per questo motivo, la premessa era necessaria. Ora che abbiamo studiato, dobbiamo passare al secondo step.

IL MIO OBIETTIVO

Avere le idee chiare e’ fondamentale in qualsiasi attività, ma se stiamo parlando di soldi, non ci sono scuse. Non si possono perdere i risparmi, come accennavo prima, ma oltre a questo, bisogna anche sapere come utilizzarli. Ogni investitore (o trader), ha fondamentalmente obiettivi completamente diversi. C’è chi, come me, ha di diventare finanziariamente indipendente, di mettere soldi da parte per la vecchiaia, e di continuare ad accumulare per i figli. Poi esiste chi lo fa solo per il piacere di fare qualche soldino a fine mese, chi ama il rischio e vuole provare l’ebrezza del rischio o chi semplicemente sa che i soldi in banca sono inutili, e cerca di fargli perdere di valore con l’inflazione. Oppure tanti altri profili ai quali non ho pensato. Per quagliare, come altro potrei definire la cosa, e’ che se si parte senza sapere dove si vuole arrivare, la strada potrebbe essere sbagliata. Per cui una giusta valutazione di dove vorremmo arrivare, e’ sensata da fare all’inizio del proprio percorso. I motivi concettualmente sono legati ai punti successivi, che andrò a discutere nei paragrafi successivi, ma si può’ fare una enorme scrematura fin dalla partenza, semplicemente sapendo cosa si vuole ottenere. E poi diciamocelo con chiarezza, ma che maturita’ possiamo dimostrare nel maneggiare il denaro, il nostro denaro, se non sappiamo neanche come dobbiamo utilizzarlo. Sarebbe come se si andasse a fare la spesa dicendo “ora compro quello che mi va’, senza guardare la dispensa”, e si ritornasse a casa senza la cena, ma pieni di roba inutile per fare un pasto normale, e ci si sentisse affamati tutta la notte. Con l’unica differenza che in questo caso posso rifare la spesa con la lista domani. Nel caso dei nostri obiettivi finanziari, potremmo ritrovarsi senza un quattrino un un tempo molto breve.

LA PROGRAMMAZIONE

Siamo già al quarto paragrafo ed ancora non ho parlato di broker veri e propri ed in realtà non faro’ nomi, a parte le due marchette che trovate sempre di Trading 212 ed Etoro, perché voglio lasciare piena consapevolezza della scelta. Dicevo, non ne ho parlato, perché ci vuole una programmazione. Bisogna pianificare alcune cose. La programmazione e’ essenziale. Abbiamo capito se siamo investitori a lungo termine o traders? Questo comporta una scremature in base ai broker che vorremmo selezionare. Inoltre, anche qui la questione si può andare a ramificare. Se ad esempio siamo scalpers o day traders, preferiremo dei broker con degli spread infinitesimali o comunque molto bassi. Magari a commissioni fisse, decrescenti con l’aumentare del numero delle transazioni. Se siamo investitori a lungo termine invece, abbiamo già idea su che mercati operare? Perché molti broker sono più forti su alcuni mercati rispetto ad altri, hanno magari costi vantaggiosi sul mercato americano piuttosto che su quello italiano. Un altro problema e’ da considerare se dobbiamo investire in securities, in obbligazionario o se magari preferiamo fondi a gestione passiva come gli ETF. In questo caso cercheremo se i broker diano dei vantaggi su uno strumento o un altro. O se vogliamo fare tutte e due le cose? Se in questo caso facciamo sia i trader che gli investitori a lungo termine potrebbe essere il caso di operare su più di una piattaforma, o magari di andare a cercare il giusto compromesso e selezionarne uno che nel complesso ci soddisfa di più. E poi quale arco temporale ci stiamo dando? Nel senso e’ un qualcosa che vogliamo fare per un periodo di tempo limitato? O vogliamo farlo vita natural durante. Ed in questo caso dovremmo anche capire quante ore vogliamo, o possiamo, dedicare al giorno, alla settimana o al mese alle nostre attività. Perché in questo caso potremmo avere la necessita’ di operare con broker che permettano di pianificare degli stop loss oppure dei take profit, in maniera tale da coprirci parzialmente, nel caso non potessimo stare troppo tempo a controllare i nostri prodotti. Secondo il mio parere queste sono le basi per partire secondo me. Ora andiamo nel dettaglio.

QUANTE OPERAZIONI FACCIO?

Se si e’ capito quale tipologia di investitore saremo, abbiamo già in mente se andremo a fare poche o tante operazioni. E questo ovviamente perché se, ad esempio, si e’ un investitore come me, che versa tutti i mesi la stessa somma sul proprio conto, e per cui fa un piano di accumulo capitale (PAC) su tutte le posizioni, i costi saranno semplicemente a cadenza mensile. In questo frangente non faccio altre operazioni. Ad esempio potrei tranquillamente escludere i brokers a costo fisso mensile (per esempio il grande Interactive Brokers), perché, pur avendo commissioni basse, io andrei ad usare solo una parte di quel fisso mensile e poi la parte mancante mi sarebbe comunque addebitata. Per me andrebbe un broker a zero commissioni, che magari applichi spread minimali su singole operazioni, oppure broker a costi molto contenuti, che sono diretti proprio a questo tipo di investitori. Nel caso di un investitore che faccia molto forex, ovviamente facendo tante operazioni sulle valute, e guadagnando su pochi pips di differenza, un broker a zero commissioni con spread minimali costruiti nell’operazione sarebbe l’ideale, oppure un broker a costi discendenti con l’aumentare delle operazioni sarebbe un altra alternativa. Conseguentemente capire quante operazioni si possano fare in un determinato arco temporale e’ molto importante. Come detto prima, se la nostra operatività si orienta verso più fronti, in questo caso potremmo decidere di optare per più di un conto broker oppure per un compromesso fra le due cose. Se ad esempio facessimo più operazioni di trading, e poche operazioni su un ETF ad esempio con un PAC, potremmo decidere di dilazionare gli acquisti dell’ETF in archi temporali più lunghi, oppure, considerando che le operazioni sono poche su quell’assett, semplicemente mettere in conto che per quell’acquisto in particolare, avremo costi maggiori.

DEMO O NON DEMO

Qui si apre una diatriba di carattere intergalattica. Io ho la mia idea, ed e’ quella che il mio broker debba avere un conto demo. Ma qui voglio essere some sempre, anche se qualcuno dice che io non lo sia a causa dei link affiliati (beata gioventù), imparziale e super partes nella analisi. Io ho scelto sempre broker che avessero un conto demo. Le mie opinioni in merito erano prettamente legate a due aspetti. La praticità e la sperimentazione.

  • PRATICITÀ

Con questo voglio indicare il fatto che io ho sempre voluto prendere la mano con le varie possibili opzioni che la piattaforma di trading mi offriva. Inoltre, quali erano gli assett utilizzabili. Quando ci si registra ad un conto broker, lo si fa vedendo lo “screen saver”. E con questo intendo, che vediamo quello che il sito web ci dice di avere a disposizione per noi. Ma quella e’ la parte commerciale. Ed i salesman vendono sogni, non realtà! O almeno non tutti. Per cui quando senti dire che ci sono 1000 diverse aziende da poter comprare, ma la meta’ sono del mozambico (termine ironico per indicare dei mercati poco liquidi, poco conosciuti o per i quali non ci interessa niente) e l’altra meta’ non sono veramente tradabili, o lo sono magari in CFD e non era scritto da nessuna parte. Poi si può prendere praticità con la piattaforma stessa. Come cercare i titoli, come inserire stop loss e take profit, dove sono i tasti vari. Quante volte una persona inesperta può fare un errore con una piattaforma nuova e bruciarsi parte dei propri soldi?

  • SPERIMENTAZIONE

Mai sentito parlare di backtesting? E di psicologia applicata agli investimenti? Per come sono fatto io, precisino del caXXo, devo avere delle certezze. Muovermi in dei parametri ben definiti. Con delle strategie ben definite. Vedere se queste funzionano e se mi mettono troppa ansia, magari durante i drawdown. Oppure se sono semplicemente contento di come stanno performando in quel determinato periodo storico. Tutte cose che devo provare. Ed il conto demo mi permette di fare queste analisi. Sia sulla strategia che su me stesso. In questi mesi i conti demo mi hanno salvato da un sacco di perdite. Anche se su alcuni conti broker, quali Etoro, le mie performance sono state pessime, in totale a fine del 2019 avevo circa 240 euro di profitto. Ed il 2020, anche con la pandemia, mi sta portando comunque soddisfazioni. E questo nella mia particolare situazione, lo devo anche al conto demo, che mi ha permesso di provare, sbagliare o limitare. Ho fatto tantissimi errori anche in reale, ma comunque sono riuscito a limitare le perdite ed uscirne sempre positivo, grazie alla sperimentazione, sia strategica, ma anche psicologica, fatta sul conto demo.

Come accennavo prima pero’, questa e’ la mia percezione ed esperienza. Ognuno deve poi decidere cosa andare a guardare nella scelta del broker e vedere se questa feature, può essere di gradimento o di utilità. Appunto, non tutti la vogliono, altri la reputano fastidiosa ed altri ancora completamente inutile. Il mio consiglio e’ sempre di provare in demo, ma i soldi sono di chi investe per cui, se non si vuole questa cosa, si può scegliere un broker senza conto demo.

GLI STRUMENTI

Quali sono gli strumenti che ci piacciono e che capiamo a fondo? L’azionario? Il forex? Le cripto? Le materie prime? Ed in caso di azionario vogliamo Europa, Usa, Sud America? Ed inoltre ci serve il sottostante reale in quanto investitori a lungo termine, o i CFD perché siamo dei trader? O facciamo un po’ di tutto ed abbiamo bisogno di un conto broker con tutti questi strumenti o magari più di una piattaforma sulla quale operare? Un broker va anche scelto in base alle nostre specifiche esigenze. La moltitudine di strumenti, che magari vengono immessi sul mercato anche nuovi di zecca, sono degli aspetti molto importanti. Se abbiamo interesse all’azionario USA, troveremo molto probabilmente che quasi tutti i broker hanno questi mercati, ma se ad esempio di orientassimo sulle cose meno liquide, per esempio il mercato azionario maltese oppure quello austriaco, o magari dei mercati molto esotici, come ad esempio il mercato azionario delle Bermuda, avremo poche possibilità di trovarli facilmente. Il passo e’ decisamente, a questo punto, di essere sicuri di quali strumenti abbiamo necessita’ e per cui di andare a scegliere i broker che ci possano venire incontro. Non sono loro a doverci rincorrere, siamo noi a dovere fare le giuste ricerche. Anche perché se non abbiamo la benché minima voglia di fare neanche una ricerca per capire quale sia la nostra scelta migliore e più adatta alle nostre esigenze, la nostra svogliatezza e’ sintomo che non siamo assolutamente portati per fare le cose per conto nostro, ed in quel caso meglio affidarsi ad un consulente esperto.

Ovviamente se si e’ alle prime armi e non si e’ mai fatto niente, ribadisco che per quanto mi riguarda il conto demo e’ molto utile anche per capire le dinamiche dei vari mercati e per cui dei vari strumenti che si vorrebbe imparare ad usare. Non seguendo questo mio consiglio, allora quello che posso dire che puntare a non buttarsi su strumenti molto inclini alla speculazione dovrebbe essere il primo approccio. In particolare avere una idea del mercato in senso generico in reale, se non si vuole usare il demo, potrebbe essere effettuato iniziando a valutare broker che abbiano delle aziende molto stabili e consolidate del mercato USA o Europa e dei fondi a gestione passiva detti ETF (Exchange Traded Funds). Ovviamente non sono consigli finanziari, ma semplicemente e’ un mio suggerimento di chi dovrebbe approcciarsi a non buttare i soldi nel gabinetto, in pratica, fare il buon padre di famiglia.

LE AUTORIZZAZIONI

Una volta valutati tutti i punti precedenti, si dovrebbe avere una chiara idea di cosa e come fare. Ora bisogna andare a fare una ricerca e tirare giu’ una lista dei broker che corrispondono alle noste esigenze, in base ai parametri che abbiamo discusso poco fa. Una volta che questa lista e’ fatta, e che secondo me dovrebbe contenere almeno 10 o 15 nomi, dobbiamo andare a vedere se questi broker sono autorizzati da un qualsiasi ente nazionale della Unione Europea (Consob, FCA, Cysec, Central Bank of Ireland, etc.). Un broker certificato a livello europeo ci fornisce alcune garanzie. SIcuramente non ci dice che il broker non sia una truffa. Basta guardare quello che e’ successo ad aziende enormi come Wirecard o Lucking Coffee, ma ci garantisce che, se qualche cosa di particolarmente nefasto dovesse succedere, avremmo dalla nostra alcune coperture di base che l’ESMA (European Security and Market Authority) ci garantisce. Ci saranno delle procedure standard, delle possibilità di aprire un contenzioso e nel caso di un broker, anche del fatto che questo possa essere ufficialmente ammonito per pratiche scorrette e dopo una serie di eventi, potenzialmente truffaldini, che a questo venga ritirata la licenza. Per cui a parere mio e’ fondamentale non orientarsi su prodotti che non siano regolamentati nel territorio europeo. Ove questo non fosse possibile, per vari motivi, a quel punto una ricerca approfondita sui forum dedicati, per controllare che quel broker sia affidabile e’ utile. Inoltre ricordo, come si vedrà in un video apposito che vedrà luce sul mio canale il giorno 18 Ottobre, si possono andare a reperire degli elenchi dei broker segnalati oppure oscurati dalla Consob o dalle varie entità statali europee similari alla Consob. Non faccio spoiler sul video, ma il link e’ questo.

Se il broker non e’ in elenco non significa che non sia sicuro. Potrebbe solo non essere stato segnalato. Ma se fosse in questa lista, io lo lascerei perdere. Un altro fattore che si può analizzare e’ l’anzianità sul mercato della azienda. Aziende che sono sul mercato da 10 e più anni, hanno molte meno probabilità (ANCHE SE RIBADISCO NON VUOLE DIRE NESSUNA), di essere truffe. Le ricerche devono essere fatte con criterio e con spirito critico, per evitare truffe che possono risultare nella perdita dei nostri beneamati soldini.

I COSTI

Per quanto mi riguarda, solo a questo punto, ne farei un discorso monetario. I costi sono da valutare? SI. I costi impattano i nostri rendimenti?SI! Ma a parere mio, se non si sono fatti tutti i precedenti passaggi e le precedenti considerazioni, non sono che fini a se stessi. Potremmo avere zero commissioni su un broker non autorizzato che e’ uno schema ponzi e che ha nel suo paniere di titolo tradabili le obbligazioni delle isole vergini. Insomma una inutilità assoluta, solo per avere costi zero. Le persone vanno a guardare molte volte solo questo aspetto, cosi come se il broker (o la banca nel caso qualcuno usasse il proprio istituto bancario), facciano da sostituto di imposta. Sono parametri importanti, ma se non si affrontano le considerazioni precedenti non hanno senso. Da quei 15 broker di prima, se sono tutti autorizzati, ed hanno tutti quanti gli strumenti che interessano a noi, e magari il conto demo (che io consiglio), allora possiamo guardare i costi. A questo punto sappiamo che qualsiasi scelta noi andremo a fare, sarà quasi (quasi, ho detto quasi) sicuramente quella giusta e perfetta per le nostre esigenze. L’inesperienza gioca brutti scherzi. Crea delle priorità che non sono quelle effettivamente reali. Ma sono solo priorità percepite. Un costo eccessivo per un titolo, ma che andiamo a comprare una volta sola nella nostra vita, senza andare mai a mediare il prezzo e con un grosso capitale, non e’ un problema reale. Cosi come un piccolo investitore con somme irrisorie in questa situazione avrebbe grossi problemi a creare una rendita reale se va a bruciare tutti i propri investimenti con delle commissioni elevate, ma ripeto, senza avere una linea guida ben definita su come procedere, andare a guardare solo i costi, potrebbe risucchiarci in un vortice di problematiche, alcune volte non proprio risolvibili.

CONCLUSIONI

Prima di arrivare alla scelta attuale, ho cambiato quattro broker. Se avessi avuto la testa meno dura e fossi stato in grado di attendere con pazienza, di studiare con pazienza, non avrei perso un anno di tempo. Molto probabilmente questi errori sono stati una scuola per me, e mi hanno fatto capire cosa non avrei dovuto fare in futuro. Magari questo e’ un vantaggio. Ma sono stato fortunato. Avrei potuto bruciare il mio già risicato capitale. Questa guida, questo articolo, e’ solo una serie di considerazioni personali e non sono assolutamente un mantra o una bibbia della scelta del broker. Pero’ mi faceva piacere condividere le mie riflessioni e cercare di aiutare alcune persone a non fare i miei stessi errori.

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