Hai perso il lavoro? Ecco cosa fare nei primi 30 giorni
In breve
- Prime 48 ore: niente decisioni impulsive, non vendere gli investimenti, non firmare nulla in fretta, raccogli i documenti.
- Presenta la domanda di NASpI entro 8 giorni dalla fine del rapporto: dopo perdi giorni di indennità. Oltre 68 giorni perdi il diritto.
- Calcola la tua “pista di decollo”: quanti mesi puoi coprire le spese essenziali con liquidità e NASpI.
- Con un mutuo prima casa, chiedi la sospensione al Fondo Gasparrini prima di saltare una rata.
- TFR e liquidazione restano liquidi; la ricerca di lavoro va organizzata, con una routine e un punto della situazione al giorno 30.
Ti chiamano in ufficio un martedì mattina qualunque e in 20 minuti la tua vita professionale, così come la conoscevi, è finita. Se cerchi online cosa fare quando perdi il lavoro trovi sempre la stessa risposta: avere un fondo di emergenza di 6 mesi. È sacrosanto, ne parlo spesso, ma è come dire a chi sta per correre una maratona di essere allenato senza dirgli dove sono i ristori.
Questo articolo è la mappa dei ristori: cosa fare, passo per passo, nei primi 30 giorni dopo aver perso il lavoro. Funziona anche se il fondo di emergenza non ce l’hai ancora o non è abbastanza grande.
Le prime 48 ore: cosa non fare e cosa fare subito
Le prime 48 ore sono le più pericolose, non per quello che perdi, ma per le decisioni impulsive che rischi di prendere.
3 cose da non fare
- Non vendere gli investimenti di pancia. Quasi sempre non serve, e vendere sotto stress è una pessima decisione.
- Non isolarti. La vergogna sociale legata alla perdita del lavoro in Italia è ancora forte, ma è proprio adesso che ti serve la tua rete di contatti.
- Non firmare nulla in fretta. Una risoluzione consensuale o un incentivo all’esodo hanno effetti diretti sul diritto alla NASpI: prenditi almeno 24–48 ore.
Cosa fare subito
- raccogli la lettera di licenziamento (o il verbale di cessazione), l’ultima busta paga e la Certificazione Unica;
- se ti dimetti tu senza giusta causa, di norma perdi il diritto alla disoccupazione: meglio saperlo prima di firmare;
- il TFR lasciato in azienda arriva di solito in un periodo che va da qualche settimana a un paio di mesi, a seconda del contratto: non contarci per il primo mese;
- verifica quando smettono di valere i benefit aziendali (polizza sanitaria, buoni pasto, welfare) e se la polizza sanitaria può proseguire a tue spese.
Giorni 1–8: la finestra critica per la NASpI
La NASpI è l’indennità di disoccupazione che spetta se perdi il lavoro in modo involontario: licenziamento (anche per giusta causa), scadenza di un contratto a termine, dimissioni per giusta causa, risoluzione consensuale in sede protetta. Non spetta per le dimissioni volontarie ordinarie. Serve almeno un requisito contributivo di 13 settimane negli ultimi 4 anni.
- la domanda si presenta online all’INPS, oppure gratis tramite patronato o CAF, entro 68 giorni dalla cessazione. Oltre, il diritto si perde;
- se la presenti entro i primi 8 giorni, la NASpI decorre dall’8° giorno dopo la cessazione. Se la presenti dopo, decorre dal giorno successivo alla domanda e i giorni in mezzo non ti vengono pagati;
- insieme alla domanda va rilasciata la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro: controlla che risulti registrata.
Quanto spetta e per quanto tempo
Per il 2026, se la retribuzione media mensile degli ultimi 4 anni non supera 1.456,72 €, la NASpI è il 75% di quella cifra. Se la supera, è il 75% della soglia più il 25% della parte eccedente, fino a un massimo di 1.584,70 € lordi al mese. Dal 6° mese di fruizione l’importo scende del 3% al mese (dall’8° mese se alla domanda hai più di 55 anni).
| Esempio con retribuzione media di 1.800 € lordi | Importo |
|---|---|
| 75% della soglia di 1.456,72 € | circa 1.092 € |
| 25% della parte eccedente (343,28 €) | circa 86 € |
| NASpI iniziale | circa 1.178 € lordi al mese |
- dura un numero di settimane pari alla metà di quelle contribuite negli ultimi 4 anni, fino a un massimo di 24 mesi;
- il primo pagamento arriva in genere entro circa 2 mesi dalla domanda: ti serve liquidità per coprire almeno quel periodo;
- se fai lavoretti o piccole collaborazioni la NASpI non decade automaticamente, ma ci sono soglie di reddito annuo da rispettare e va comunicato all’INPS entro 30 giorni. Non farlo è uno degli errori più costosi: gli incroci tra INPS e Agenzia delle Entrate sono automatici.
Settimana 1: il triage del budget
Ora che la NASpI è partita, devi capire quanto tempo hai davanti, in euro e non in sensazioni. Dividi le spese in 3 gruppi:
| Categoria | Esempi | Cosa fare |
|---|---|---|
| Essenziali | Mutuo o affitto, utenze, cibo, assicurazioni obbligatorie, farmaci | Restano |
| Importanti ma comprimibili | Spesa alimentare, assicurazioni facoltative | Ridurre |
| Sospendibili | Streaming, palestra, cene fuori, acquisti ricorrenti non essenziali | Sospendere oggi |
Poi calcola la tua pista di decollo: liquidità disponibile (conto e fondo di emergenza, non gli investimenti) più la NASpI attesa, divise per le spese essenziali mensili. Esempio: con 6.000 € di liquidità, una NASpI di 1.200 € e spese essenziali di 2.000 € al mese, consumi circa 800 € al mese di risparmi: hai una pista di circa 7 mesi prima di dover toccare gli investimenti. È un numero che trasforma un’ansia astratta in un problema concreto e gestibile.
Parlane in famiglia
Il silenzio crea più ansia della notizia stessa. Comunica i fatti, non il panico: «ho perso il lavoro, ecco cosa sto facendo, ecco quanto tempo abbiamo secondo i calcoli». Con un partner, rivedete insieme il budget familiare: soprattutto con un mutuo, è una decisione a due.
Settimane 1–2: proteggi la casa
Con un mutuo prima casa esiste uno strumento che pochi conoscono: il Fondo di solidarietà per i mutui prima casa, detto Fondo Gasparrini. In caso di perdita involontaria del lavoro permette di sospendere il pagamento delle rate per un periodo limitato, con il 50% degli interessi maturati nel frattempo a carico del fondo. Il mutuo si allunga di quel periodo: non è una cancellazione del debito.
- il mutuo deve essere sulla prima casa, con importo originario non superiore a 250.000 € e in ammortamento da almeno un anno;
- sono escluse, tra l’altro, risoluzione consensuale, dimissioni senza giusta causa e cessazione per raggiunti limiti di età con diritto alla pensione;
- contatta la banca prima di saltare una rata: una rata saltata finisce nella tua storia creditizia, una sospensione chiesta in tempo no.
Se sei in affitto vale lo stesso principio: parla subito con il proprietario, che spesso preferisce un piano di pagamento a uno sfratto. E molti fornitori di luce, gas e telefonia offrono la rateizzazione delle bollette se la chiedi prima della scadenza.
Settimana 2: TFR e liquidazione restano liquidi
Quando arrivano TFR, ferie non godute e mensilità aggiuntive le tentazioni sono due: spenderli come se il problema fosse risolto, o investirli subito. Sono entrambe trappole. Quei soldi sono un ponte, non un capitale da investire: vanno parcheggiati in uno strumento liquido e sicuro, come un conto deposito libero o un conto remunerato, non in un ETF azionario che tra 3 mesi potrebbe essere sotto del 15%. L’orizzonte temporale decide lo strumento.
E gli investimenti che avevi già? Se la tua pista copre ragionevolmente 3–5 mesi, lasciali dove sono: toccarli deve essere l’ultima risorsa, non la prima reazione.
Settimane 2–3: attiva la rete in modo strutturato
Più veloce è la ricerca, più corta è la pista da percorrere. L’errore più comune è scrivere a tutti lo stesso messaggio il primo giorno. Funziona meglio così:
- fai una lista di 20–30 persone: ex colleghi, clienti, fornitori, compagni di università;
- contattane 3 o 4 a settimana, non tutti insieme;
- non chiedere “hai un lavoro per me?”: chiedi una chiacchierata di 15 minuti per un consiglio sul settore. È una richiesta leggera, e spesso è l’altra persona a proporti un contatto;
- aggiorna i profili professionali e datti obiettivi misurabili, per esempio 8 candidature mirate e 3 conversazioni a settimana.
Settimane 3–4: dai una struttura alle giornate
Le prime settimane senza orari sembrano una vacanza forzata, poi diventano disorientanti. Alzati alla stessa ora, dedica blocchi di tempo definiti alla ricerca (non l’intera giornata) e lascia spazio ad altro. Vestiti come se dovessi uscire anche nei giorni senza colloqui. Chi seleziona il personale la disperazione la percepisce, anche nella trattativa economica.
Giorno 30: il punto della situazione
- la NASpI è partita regolarmente?
- la pista di decollo è ancora quella calcolata?
- la ricerca sta generando conversazioni concrete?
Se la pista si accorcia più del previsto, valuta un piano B temporaneo: un lavoro ponte, una consulenza part-time, qualcosa che riduca il consumo di liquidità senza costringerti ad accettare per fretta un posto sbagliato. Non è un fallimento, è una decisione lucida invece che subita.
La mappa dei primi 30 giorni in sintesi
| Quando | Cosa fare |
|---|---|
| Giorni 1–2 | Niente decisioni impulsive, raccogli la documentazione |
| Entro il giorno 8 | Domanda di NASpI |
| Settimana 1 | Triage del budget, pista di decollo, parlarne in famiglia |
| Settimane 1–2 | Mutuo: contatta la banca prima di saltare una rata |
| Settimana 2 | TFR e liquidazione su strumenti liquidi |
| Settimane 2–3 | Rete di contatti in modo strutturato |
| Settimane 3–4 | Routine quotidiana |
| Giorno 30 | Rifai i conti e decidi se serve un piano B |
Perdere il lavoro mette sotto pressione proprio quando servirebbe più lucidità. L’ho vissuto anch’io anni fa, quando i numeri smettevano di tornare. Allora ho improvvisato; questa è la mappa che avrei voluto avere.
Domande frequenti
Entro quando va presentata la domanda di NASpI?
Entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto. Conviene farla entro i primi 8 giorni, così l’indennità decorre dall’8° giorno e non perdi giorni di pagamento.
La NASpI spetta se mi dimetto?
Non per le dimissioni volontarie ordinarie. Spetta invece per le dimissioni per giusta causa e per la risoluzione consensuale in sede protetta.
Posso sospendere il mutuo se perdo il lavoro?
Per il mutuo prima casa puoi chiedere la sospensione tramite il Fondo di solidarietà (Fondo Gasparrini), se rispetti i requisiti. Va chiesta alla banca prima di saltare le rate.
Conviene investire il TFR mentre cerco lavoro?
Di solito no: in quel periodo serve liquidità a breve termine. Meglio un conto deposito libero o un conto remunerato.
Contenuto a scopo informativo ed educativo. Importi e soglie si riferiscono al 2026 e possono cambiare: verifica sempre i requisiti aggiornati con l’INPS, un patronato o un CAF.
Questo contenuto ha scopo esclusivamente educativo e non costituisce consulenza finanziaria personalizzata. Investire comporta rischi, inclusa la perdita del capitale.